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 Oggetto del messaggio: Trasporto e/o Rogne...
MessaggioInviato: mer 23 set 2009, 23:06 
Propongo di unirci raccogliere tutte le informazioni per un corretto trasporto delle nostre armi da casa-poligono-casa di zia-campo recintato di nonno-poligono-casa.
Parlo ovviamente dei depo i cui possessori come me non hanno porto d'armi.

Intendo dire:
serve portare con se il libretto di spiegazione dell'arma + la ricevuta fiscale dell'armeria?
dove appoggiore l'arma (cofano, sedile, ecc.)?
come appoggiore l'arma?
chi può viaggiare con noi?
Serve una stampa del decreto del 2001 che stabilisce che sotto i 7,5 Joule l'arma è di libera vendita?
E' utile una stampa con l'elenco delle armi depo e quelle full?

Insoma raccogliere e publicare una specie di "manuale per evitare che un carabiniere o poliziotto ingenuo ci confisca l'arma e ci fermi perchè non sa un fico secco di AC"

Mi candido come project manager :hi:


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 Oggetto del messaggio: Re: Trasporto e/o Rogne...
MessaggioInviato: gio 24 set 2009, 9:04 
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una depo per legge la puoi portare dove vuoi, basta che sia scarica e che sia nella sua custodia
per sicurezza io mi porto sempre a dietro una fotocopia del decreto del 2001 che spiega cos'è una depo e il foglietto che mi ha rilasciato l'armeria (per dimostrare che non l'ho rubata)


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 Oggetto del messaggio: Re: Trasporto e/o Rogne...
MessaggioInviato: gio 24 set 2009, 9:42 
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OmgKllL ha scritto:
una depo per legge la puoi portare dove vuoi, basta che sia scarica e che sia nella sua custodia
per sicurezza io mi porto sempre a dietro una fotocopia del decreto del 2001 che spiega cos'è una depo e il foglietto che mi ha rilasciato l'armeria (per dimostrare che non l'ho rubata)

Non è proprio cosi, se ti fermano devi poter dimostrare dove ti stai recando.
Non puoi recarti ad una manifestazione con un arma anche se depotenziata.
Gli unici posti possibili Armeria per riparazione, campagna recintata, poligono.
L'arma oltre che scarica e nella custodia deve stare nel porta bagagli.


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 Oggetto del messaggio: Re: Trasporto e/o Rogne...
MessaggioInviato: gio 24 set 2009, 12:29 
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infatti..
Il giustificato motivo si presta a tante di quelle interpretazioni che diventa fondamentale non offrire spunto alcuno...
Quindi, se vuoi trasportare una depo ( in auto ) :
1 Sistemala nel portabagagli, nella sua custodia ..meglio se chiusa con lucchettino ( più lontana è da te, meglio è! )
2 Metti i pallini più lontani possibile dalla carabina ( tipo nel vano portaoggetti anteriore..)
3 Porta con te il foglio dell'armeria relativo alla certificazione della modesta capacità offensiva ( c'è il punzone, lo so..ma forse non tutte le 200.000 forze dell'ordine lo sanno..)
4 Abbi sempre una giustificazione da esporre prontamente ( come già ti è stato detto)
5 Se ti fermano per un normale controllo non è necessario dichiarare alcunché. Se viceversa ti chiedessero di aprire il bagagliaio, prima avvertili che dentro c’è una depo che trasporti per questo o quel motivo.
6 Se vogliono controllarla gliela dai in sicurezza ( cioè in custodia ) e la riprendi allo stesso modo.
A tutto il resto, ( pallini compresi nel caso volessero “ sentire il botto” ) ci devono pensare loro.
Tu non devi dichiararti disponibile a maneggiarla, se non per porgerla a chi te la chiede.
Seguendo queste poche accortezze non dovresti avere rogne, beninteso ricorda di mostrarti collaborativo e disponibile…anche se non ne hai voglia!!
In ultimo, ti sconsiglio di perdere tempo a produrre valanghe di fotocopie per elencare le depo, le full etc etc perchè sostanzialmente inutili. E poi, difficilmente verrebbero analizzate e valutate " sul momento".

Ciao

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 Oggetto del messaggio: Re: Trasporto e/o Rogne...
MessaggioInviato: gio 24 set 2009, 12:30 
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PS Ma... siamo fuori sezione! O no? :doh: :oops:

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 Oggetto del messaggio: Re: Trasporto e/o Rogne...
MessaggioInviato: gio 24 set 2009, 13:02 
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si siamo un pò fuori sezione volendo
tuttavia cito un paio di cosette che potrete trovare sul sito del giudice mori (earmi.it)

questo direttamente dalle F.A.Q.:
Chi ha trasportato legittimamente un'arma fuori del luogo in cui sono denunziate, in quali occasioni può usarle (cioè portarle) senza disporre di un porto d'armi?

La risposta è controversa in alcuni punti. È indubbio che si potranno usare le armi in un poligono di tira segno. Non si potranno usare in un campo di tiro a volo perché occorre la licenza di porto di fucile. Se si trasporta l'arma in un luogo privato (casa di un amico, negozio dell'armiere), sembra che non vi siano problemi al fatto che l'arma venga estratta dal suo involucro e maneggiata oppure usata per sparare in un poligonetto privato. Infatti la legge sulle armi comuni da sparo del 1967 punisce solo il loro porto in luogo pubblico o aperto al pubblico (ma il negozio dell'armiere è aperto al pubblico e sarebbe vietato trasportarvi un'arma e aprire il pacco per farla vedere all'armiere. Piccolo delirio legislativo!). Qualcuno potrebbe invocare però la vecchia norma del 699 CP che vieta di portare armi fuori della propria abitazione e sue pertinenze: è però norma che va interpretata in base alle modifiche successive e al buon senso: essa non voleva di certo proibire che un soggetto trasportasse legalmente armi in casa d'altri. La norma si è preoccupata di vietare la condotta iniziale illegale e non si era posto il problema del tutto secondario dell'arma uscita di casa legalmente.

Poi c'è un interessantissimo articolo sui poligoni e in generale sull'uso delle armi fuori dalla propria abitazione:
www.earmi.it/diritto/faq/poligoni.htm

Penso che la lettura di questi articoli possano aiutarti


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 Oggetto del messaggio: Re: Trasporto e/o Rogne...
MessaggioInviato: gio 24 set 2009, 13:24 
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Continuiamo qui la discussione se troviamo un amico preparato che possa rispondere a queste importanti discussioni non sono ammesse errori apriremo una sezione dedicata alle leggi vigenti.


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 Oggetto del messaggio: Re: Trasporto e/o Rogne...
MessaggioInviato: gio 24 set 2009, 22:19 
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OmgKllL ha scritto:
questo direttamente dalle F.A.Q.:
Chi ha trasportato legittimamente un'arma fuori del luogo in cui sono denunziate, in quali occasioni può usarle (cioè portarle) senza disporre di un porto d'armi?


In questo caso però la domanda allude alle armi comuni da sparo ( non a quelle di modesta capacità offensiva ) visto che si parla anche di denuncia .Le depo non la richiedono. :whink:
PS Il sito di Mori è davvero interessante ma è bene ricordare che spesso le stesse questure interpretano e " aggiornano " come meglio lo ritengono l'approccio riservato a chi richiede, trasporta e/o utilizza le varie tipologie di armi

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 Oggetto del messaggio: Re: Trasporto e/o Rogne...
MessaggioInviato: ven 25 set 2009, 10:53 
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se vale per le armi da fuoco vale anche per le depotenziate, in quanto una depotenziata la puoi "trasportare legittimamente" praticamente ovunque (in quanto non necessita di porto d'armi)
ripeto trasportare, dove con trasportare intendo scarica, dentro una custodia e con i pallini non a portata di mano
sul fatto che ogni questura poi fa testo a parte è vero...purtroppo in italia le leggi sono sempre molto "evanescenti" e troppo poco chiare a riguardo!
in ogni caso se qualcuno può citare fonti piu precise a riguardo fa un favore a tutti

io proverò ad informarmi su cosa ne pensano le forze dell'ordine qui nella mia zona


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 Oggetto del messaggio: Re: Trasporto e/o Rogne...
MessaggioInviato: ven 25 set 2009, 11:09 
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Decreto Ministro dell'Interno 9 agosto 2001 n. 362

Regolamento recante la disciplina specifica dell'utilizzo delle armi ad aria compressa o a gas compressi, sia lunghe che corte, i cui proiettili erogano un'energia cinetica non superiore a 7,5 joule e delle repliche di armi antiche ad avancarica di modello anteriore al 1890 a colpo singolo

(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 4 ottobre 2001, n. 231 )



Titolo I
Armi ad aria o a gas compressi con modesta capacità offensiva

Titolo II
Repliche di armi antiche ad avancarica a colpo singolo

Titolo III
Infrazioni al regolamento

Titolo I
Armi ad aria o a gas compressi con modesta capacità offensiva

IL MINISTRO DELL'INTERNO
Visto il regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modifiche e integrazioni, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza;
Visto il regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, con il quale è stato approvato il regolamento per l'esecuzione del citato testo unico;
Vista la legge 23 febbraio 1960, n. 186, e successive modifiche e integrazioni, concernente modifiche al regio decreto luogotenenziale 30 dicembre 1923, n. 3152, sulla obbligatorietà della punzonatura delle armi da fuoco portatili e successive modifiche ed integrazioni;
Vista la legge 18 aprile 1975, n. 110, e successive modifiche e integrazioni, concernente norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi;
Vista la legge 21 febbraio 1990, n. 36, e successive modifiche e integrazioni, concernente nuove norme sulla detenzione delle armi, delle munizioni, degli esplosivi e dei congegni assimilati;
Visto l'articolo 11 della legge 21 dicembre 1999, n. 526, concernente disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - legge comunitaria 1999;
Visto l'articolo 27 della legge 29 dicembre 2000, n. 422, concernente disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - legge comunitaria 2000;
Vista la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1991, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi;
Considerato che, ai sensi dell'articolo 11, comma 3, della citata legge n. 526/1999, occorre adottare, con regolamento, una disciplina specifica dell'utilizzo delle armi ad aria compressa o a gas compressi, sia lunghe sia corte, i cui proiettili erogano un'energia cinetica non superiore a 7,5 joule;
Considerato che ai sensi dell'articolo 27 della citata legge n. 422/2000 le repliche di armi antiche ad avancarica di modello anteriore al 1890 a colpo singolo, sono assoggettate, in quanto applicabile, alla disciplina vigente per le armi ad aria compressa o a gas compressi, sia lunghe sia corte, i cui proiettili "erogano un'energia cinetica non superiore a 7,5 joule";
Rilevata la necessità di definire con apposito regolamento ed in conformità ai criteri di cui al comma 5 del citato articolo 11, la compiuta disciplina delle armi ad aria o a gas compressi, sia lunghe sia corte, i cui proiettili erogano un'energia cinetica non superiore a 7,5 joule e delle repliche di armi antiche ad avancarica di modello anteriore al 1890 a colpo singolo, in conformità alle indicazioni contenute nelle citate leggi n. 526/1999 e n. 422/2000;
Sentito il parere della Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi nelle sedute del 12 settembre, 27 settembre, 5 ottobre, 9 novembre, 5 dicembre 2000, 15, 27 marzo e 4 aprile 2001;
Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 4 giugno 2001;
Data comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'articolo 17 della citata legge n. 400/1988, con nota n. 27-12/A-7 in data 19 luglio 2001;

A d o t t a

il seguente regolamento:


Art. 1.
Definizione

1. Le armi ad aria o a gas compressi, sia lunghe che corte, i cui proiettili sono dotati di un'energia cinetica, misurata all'origine, non superiore a 7,5 joule, sono armi con modesta capacità offensiva non assimilate alle armi comuni da sparo.
2. Le armi di cui al comma 1 possono utilizzare esclusivamente il funzionamento semiautomatico od a ripetizione semplice ordinaria e sono destinate al lancio di pallini inerti non idonei a contenere o trasportare altre sostanze o materiali.

Art. 2.
Verifica di conformità

1. La produzione e l'importazione delle armi di cui all'articolo 1 è subordinata alla preventiva verifica di conformità da parte della Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi.
2. La verifica di conformità è effettuata sulla base dei disegni e delle caratteristiche indicate nella domanda ovvero sulla base dei prototipi ove ritenuto necessario.
3. La domanda succitata, conforme all'imposta di bollo, deve essere indirizzata al Ministero dell'interno, ufficio per l'amministrazione generale del Dipartimento della pubblica sicurezza - Ufficio per gli affari della polizia amministrativa e sociale, e deve contenere le indicazioni relative alle generalità, se persona fisica e la ditta, la ragione o la denominazione sociale se impresa, del produttore e dell'importatore, il relativo domicilio o sede nonché le caratteristiche dell'arma, quali: tipo, denominazione, Stato o Stati in cui essa è prodotta o da cui è importata, calibro, numero delle canne e relativa lunghezza, lunghezza minima, sistema di funzionamento e ogni altra particolarità strutturale dell'arma. Il richiedente dovrà precisare se intende produrre o importare l'arma, indicandone in quest'ultimo caso la fabbrica e lo Stato di provenienza.
4. Alla domanda devono essere allegate:
a) una relazione tecnica, corredata di disegni costruttivi e fotografie relativi all'arma ed alle parti di essa, con sottoscrizione autenticata del richiedente a norma dell'articolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;
b) una certificazione dell'energia cinetica erogata, misurata all'origine, rilasciata dal Banco nazionale di prova di Gardone Val Trompia, direttamente o a mezzo delle sue sezioni.
5. L'esibizione del prototipo o esemplare, ove ritenuto necessario, è effettuata a richiesta della Commissione. Nella domanda devono essere indicate le generalità della persona incaricata dell'esibizione e del ritiro del prototipo o esemplare eventualmente richiesto.
6. Le risultanze della verifica di conformità sono comunicate al soggetto richiedente di cui al comma 3 entro il termine di 120 giorni a decorrere dalla data di ricezione della domanda.
7. Alla procedura di cui ai commi precedenti, fatta eccezione per quanto previsto al comma 4, lettera a), soggiace altresì chiunque detenga le armi di cui all'articolo 1 iscritte nel Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo ed intende avvalersi della normativa contenuta nel presente regolamento.

Art. 3.
Immatricolazione

1. Sulle armi di cui all'articolo 1 devono essere impressi i segni identificativi previsti dall'articolo 11, comma primo, della legge 18 aprile 1975, n. 110, fatta eccezione per il numero di iscrizione nel Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo.

Art. 4.
Punzone di identificazione

1. Sulle armi di cui all'articolo 1 è apposto dal produttore o dall'importatore, dopo la verifica di conformità, uno specifico punzone, preventivamente depositato presso il Banco nazionale di prova, che ne certifica l'energia cinetica entro il limite consentito; sulle armi con separato punzone è apposto il numero della verifica di conformità attribuito dal Dipartimento della pubblica sicurezza.
2. I soggetti indicati all'articolo 2, comma 7, ivi compresi coloro che importano le armi per ragioni diverse dal commercio, devono chiedere l'apposizione dello specifico punzone da parte del Banco nazionale di prova.


Art. 5.
Fabbricazione ed importazione

1. La fabbricazione e l'importazione delle armi di cui all'articolo 1 sono soggette all'autorizzazione prevista dall'articolo 31 del regio decreto n. 773/1931. L'importazione è altresì soggetta al disposto di cui all'articolo 12, comma primo, della legge n. 110/1975.
2. Le domande dirette ad ottenere l'autorizzazione per fabbricare od importare devono contenere le indicazioni stabilite dall'articolo 46 del regio decreto n. 635/1940.

Art. 6.
Esportazione

1. Chiunque intende esportare le armi di cui all'articolo 1 deve darne preventivo avviso scritto al questore della provincia da cui le armi sono spedite.
2. L'avviso deve contenere l'indicazione del marchio o sigla, modello, calibro, matricola e numero delle armi oggetto dell'esportazione.
3. Per la sola matricola è possibile effettuare l'avviso all'atto della spedizione.
4. Del ricevimento dell'avviso di cui ai commi 2 e 3 viene rilasciata ricevuta.
5. Se entro dieci giorni dal ricevimento dell'avviso di cui al comma 2 non intervengono provvedimenti dell'Autorità di pubblica sicurezza l'esportazione si intende autorizzata.


Art. 7.
Cessione

1. La cessione per ragioni di commercio delle armi di cui all'articolo 1 è consentita a coloro che sono titolari dell'autorizzazione di polizia per il commercio di armi, prevista dall'articolo 31 del regio decreto n. 773/1931.
2. I commercianti di armi provvedono all'annotazione nel registro delle operazioni giornaliere di cui all'articolo 35 del regio decreto n. 773/1931, con le modalità previste dall'articolo 54 del regio decreto n. 635/1940, dei seguenti elementi: data dell'operazione, persona o ditta con la quale l'operazione è compiuta, specie, contrassegni e quantità delle armi acquistate o vendute e modalità con le quali l'acquirente ha dimostrato la propria identità personale.
3. Le armi di cui all'articolo 1 possono essere acquistate da soggetti maggiorenni muniti di valido documento di riconoscimento.
4. Sono consentiti la cessione ed il comodato delle armi di cui all'articolo 1, purché avvengano con scrittura privata tra soggetti maggiorenni. Non è necessaria la scrittura privata nel comodato a termine di durata non superiore a quarantotto ore.
5. La vendita per corrispondenza è regolata dal disposto dell'articolo 17 della legge n. 110/1975.
6. La vendita nelle aste pubbliche è consentita nel rispetto delle condizioni di cui ai commi 3 e 4.
7. E' fatto divieto dell'affidamento a minori delle armi di cui all'articolo 1.

Art. 8.
Detenzione

1. La detenzione delle armi di cui all'articolo 1 non è sottoposta all'obbligo di denuncia previsto dall'articolo 38 del regio decreto n. 773/1931. Per tali armi non si applicano i limiti alla detenzione previsti per le armi comuni da sparo dall'articolo 10, comma sesto, della legge n. 110/1975.

Art. 9.
Porto

1. Il porto delle armi di cui all'articolo 1 non è sottoposto ad autorizzazione dell'Autorità di pubblica sicurezza.
2. Le armi di cui al comma 1 non possono essere portate fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa senza giustificato motivo. Non possono, inoltre, essere portate in riunioni pubbliche.
3. L'utilizzo delle armi di cui al comma 1 è consentito esclusivamente a maggiori di età o minori assistiti da soggetti maggiorenni, fatta salva la deroga per il tiro a segno nazionale, in poligoni o luoghi privati non aperti al pubblico.



Art. 10.
Trasporto

1. Il trasporto delle armi di cui all'articolo 1 deve essere effettuato usando la massima diligenza.
2. Le armi devono essere trasportate scariche, inserite in custodia.


Art. 11.
Parti d'arma

1. Le parti delle armi di cui all'articolo 1 non si considerano parti di arma comune da sparo.

Titolo II
Repliche di armi antiche ad avancarica a colpo singolo


Art. 12.
Definizione

1. Le repliche di armi antiche ad avancarica a colpo singolo di modello e/o tipologia anteriore al 1890 utilizzano per il funzionamento a fuoco munizionamento costituito da polvere nera, od equivalente, palla o pallini di piombo, che vengono introdotti singolarmente nella canna dalla volata o dalla parte anteriore della camera di scoppio; esse sono dotate di un sistema di accensione a miccia e/o a pietra e/o a capsula e sono portatili.


Art. 13.
Immatricolazione e verifica di funzionamento

1. Alle armi di cui all'articolo 12 si applicano le disposizioni dell'articolo 11 della legge n. 110/1975, commi primo, secondo, terzo, quarto, quinto e sesto, fatta eccezione del riferimento all'iscrizione nel Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo, salvo quanto previsto dal successivo comma 3.
2. Il Banco nazionale di prova oltre agli adempimenti di cui all'articolo 11 della legge n. 110/1975, verifica che il funzionamento delle armi di cui al comma 1 sia conforme alle prescrizioni contenute nell'articolo 12; a tal fine, ove ritenuto necessario, può avvalersi della consulenza dell'esperto di cui all'articolo 32, comma nono, della legge n. 110/1975.
3. I prototipi delle armi di cui al comma 1 prodotte all'estero, sono sottoposti a cura dell'importatore alla verifica di funzionamento da parte del Banco nazionale di prova, prevista dal comma 2. E' vietata l'importazione di armi non conformi al prototipo sottoposto a verifica del Banco nazionale di prova.
4. Le armi di cui al comma 1 non sono sottoposte a verifica di conformità da parte della Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi.

Art. 14.
Porto

1. Il porto delle armi di cui all'articolo 12 è sottoposto alla normativa vigente per le armi comuni da sparo.


Art. 15.
Disposizioni applicabili

1. Per quanto non previsto nel presente titolo, trovano applicazione le disposizioni contenute negli articoli 5, 6, 7, 8, 10 e 11.


Titolo III
Infrazioni al regolamento

Art. 16.
Sanzioni

1. La violazione delle disposizioni del presente regolamento è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento della somma da L. 1.000.000 a L. 6.000.000.
2. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli dal 17-bis al 17-sexies del regio decreto n. 773/1931.
3. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 17-ter del regio decreto n. 773/1931, quando è accertata una violazione delle disposizioni contenute nel presente regolamento, il pubblico ufficiale che vi ha proceduto, fermo restando l'obbligo del rapporto previsto dall'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, ne riferisce per iscritto, senza ritardo, all'autorità competente al rilascio dell'autorizzazione o, se il fatto non concerne attività soggette ad autorizzazione, al questore.

Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Roma, 9 agosto 2001
Il Ministro: Scajola

Visto, il Guardasigilli: Castelli


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A tutto il resto, ( pallini compresi nel caso volessero “ sentire il botto” ) ci devono pensare loro.
Tu non devi dichiararti disponibile a maneggiarla, se non per porgerla a chi te la chiede.
Seguendo queste poche accortezze non dovresti avere rogne, beninteso ricorda di mostrarti collaborativo e disponibile…anche se non ne hai voglia!!
In ultimo, ti sconsiglio di perdere tempo a produrre valanghe di fotocopie per elencare le depo, le full etc etc perchè sostanzialmente inutili. E poi, difficilmente verrebbero analizzate e valutate " sul momento".

Ciao


Quoto tutto in oltre e Umanamente impossibile pretendere che il Poliziotto, il Carabiniere o il Finanziere che dovesse fermarci possa conosce tutte le leggi Italiane, non fermano solo le persone che trasportano carabine depotenziate,
Ho fatto un libriccino del DECRETO 9 agosto 2001, n. 362
in pdf zippato che potreste stampare vengono due pagine per foglio che rilegato lo potreste tenere insieme al documento di acquisto della carabina,
lasciate che lo vedano loro ed in caso fate notare con molta cortesia che vi state attenendo alla legge, in oltre portate sempre dei bersagli, per evitare eventuali contestazioni di un uso per la caccia.

Allegato:
DECRETO 9 agosto 2001.zip [18.23 KiB]
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 Oggetto del messaggio: Re: Trasporto e/o Rogne...
MessaggioInviato: ven 25 set 2009, 12:51 
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OmgKllL ha scritto:
se vale per le armi da fuoco vale anche per le depotenziate, in quanto una depotenziata la puoi "trasportare legittimamente" praticamente ovunque (in quanto non necessita di porto d'armi)
ripeto trasportare, dove con trasportare intendo scarica, dentro una custodia e con i pallini non a portata di mano
sul fatto che ogni questura poi fa testo a parte è vero...purtroppo in italia le leggi sono sempre molto "evanescenti" e troppo poco chiare a riguardo!
in ogni caso se qualcuno può citare fonti piu precise a riguardo fa un favore a tutti

io proverò ad informarmi su cosa ne pensano le forze dell'ordine qui nella mia zona

Non è proprio così. Bisogna tener conto che le depotenziate ( è questo il caso di colui che ha aperto il topic ) sono spesso trasportate da persone sprovviste di porto d'armi, proprio perchè non richiesto per acquistarle e detenerle.
Di contro, se trasporto una full significa che ho il porto e dunque sono autorizzato a trasportare in tutto il territorio nazionale l'arma, senza dover spiegazioni a chicchessia. Poi è logico che se mi fermano e mi chiedono lumi sonoil primo a dare una risposta pertinente (ed educata :angel: :angel: ) ma quello che voglio evidenziare è che in questo caso il “ giustificato motivo “ viene a cadere, perché eluso dal porto stesso ( per Porto intendo Porto d’armi e non Licenza di Porto...sia ben chiaro!!! ).
Dunque, che il poliziotto trovi o no appropriata la mia spiegazione poco interessa perché, col porto in tasca io sono legalmente e inoppugnabilmente in regola.
Diversamente, chi trasporta anche solo una pistoletta da 2 Joules ma non possiede nessun titolo di Polizia è inevitabilmente soggetto anche alla valutazione personale del controllore.
E questa è una differenza non da poco!

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luciosilla ha scritto:
OmgKllL ha scritto:
se vale per le armi da fuoco vale anche per le depotenziate, in quanto una depotenziata la puoi "trasportare legittimamente" praticamente ovunque (in quanto non necessita di porto d'armi)
ripeto trasportare, dove con trasportare intendo scarica, dentro una custodia e con i pallini non a portata di mano
sul fatto che ogni questura poi fa testo a parte è vero...purtroppo in italia le leggi sono sempre molto "evanescenti" e troppo poco chiare a riguardo!
in ogni caso se qualcuno può citare fonti piu precise a riguardo fa un favore a tutti

io proverò ad informarmi su cosa ne pensano le forze dell'ordine qui nella mia zona

Non è proprio così. Bisogna tener conto che le depotenziate ( è questo il caso di colui che ha aperto il topic ) sono spesso trasportate da persone sprovviste di porto d'armi, proprio perchè non richiesto per acquistarle e detenerle.
Di contro, se trasporto una full significa che ho il porto e dunque sono autorizzato a trasportare in tutto il territorio nazionale l'arma, senza dover spiegazioni a chicchessia. Poi è logico che se mi fermano e mi chiedono lumi sonoil primo a dare una risposta pertinente (ed educata :angel: :angel: ) ma quello che voglio evidenziare è che in questo caso il “ giustificato motivo “ viene a cadere, perché eluso dal porto stesso ( per Porto intendo Porto d’armi e non Licenza di Porto...sia ben chiaro!!! ).
Dunque, che il poliziotto trovi o no appropriata la mia spiegazione poco interessa perché, col porto in tasca io sono legalmente e inoppugnabilmente in regola.
Diversamente, chi trasporta anche solo una pistoletta da 2 Joules ma non possiede nessun titolo di Polizia è inevitabilmente soggetto anche alla valutazione personale del controllore.
E questa è una differenza non da poco!


L'argomento è stato trattato e discusso in molti forum riguardanti l'AC. Personalmente credo che la legge sia chiara. Il problema è sempre quello di trovare un tutore dell'ordine che la "interpreta". Fermo restando quanto già detto sul corretto ed educato modo di porsi, vorrei precisare la differenza tra "porto" e "trasporto" d'arma. I due termini hanno implicazioni completamente differenti

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Benedetto
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 Oggetto del messaggio: Re: Trasporto e/o Rogne...
MessaggioInviato: ven 25 set 2009, 21:20 
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Ok. Hai ragione. Allora precisiamola:
Per " porto " s'intende l'abilitazione a portare l'arma addosso, occultata o no, carica e pronta all'uso.
Il relativo titolo è il Pda, ovvero Porto per difesa, richiedibile per arma lunga o corta

Per trasporto vale quanto già detto: arma scarica e in custodia, da considerarsi non suscettibile d'uso immediato.
Il TAV e il Porto per Caccia ( salvo quest'ultimo in stagione e luogo venatorio ) autorizzano il Trasporto.

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MessaggioInviato: ven 25 set 2009, 21:55 
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luciosilla ha scritto:
Ok. Hai ragione. Allora precisiamola:
Per " porto " s'intende l'abilitazione a portare l'arma addosso, occultata o no, carica e pronta all'uso.
Il relativo titolo è il Pda, ovvero Porto per difesa, richiedibile per arma lunga o corta

Per trasporto vale quanto già detto: arma scarica e in custodia, da considerarsi non suscettibile d'uso immediato.
Il TAV e il Porto per Caccia ( salvo quest'ultimo in stagione e luogo venatorio ) autorizzano il Trasporto.


Esatto. Ottima sintesi.
Aggiungiamo, in sintesi, quanto espresso dal decreto sopra citato. Le armi a ridotta capacità offensiva (depo) possono essere "trasportate", alle condizioni di cui sopra, senza nessun tipo di licenza, tav o altro.....

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MessaggioInviato: sab 26 set 2009, 10:07 
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Cita:
Titolo III
Infrazioni al regolamento
Art. 16. (Sanzioni)
1. La violazione delle disposizioni del presente regolamento è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento della somma da L. 1.000.000 a L. 6.000.000.
2. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli dal 17-bis al 17-sexies del regio decreto n. 773/1931.
3. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 17-ter del regio decreto n. 773/1931, quando è accertata una violazione delle disposizioni contenute nel presente regolamento, il pubblico ufficiale che vi ha proceduto, fermo restando l’obbligo del rapporto previsto dall’articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, ne riferisce per iscritto, senza ritardo, all’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione o, se il fatto non concerne attività soggette ad autorizzazione, al questore.

Cita:
Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773
Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
Art. 17 bis
1. Le violazioni alle disposizioni di cui agli articoli 59, 60, 75, 75-bis, 76, se il fatto è commesso contro il divieto dell’autorità,86,87, 101, 104, 111, 115, 120, comma secondo, limitatamente alle operazioni diverse da quelle indicate nella tabella, 121, 124 e 135, comma quinto, limitatamente alle operazioni diverse da quelle indicate nella tabella, sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 516 (lire un milione) a euro 3.098 (lire sei milioni) .
2. La stessa sanzione si applica a chiunque, ottenuta una delle autorizzazioni previste negli articoli indicati nel comma 1, viola le disposizioni di cui agli articoli 8 e 9.
3. Le violazioni alle disposizioni di cui agli articoli 76, salvo quanto previsto nel comma 1, 81, 83, 84,108, 113, quinto comma, 120, salvo quanto previsto nel comma 1, 126, 128, 135, escluso il comma terzo e salvo quanto previsto nel comma 1, e 147 sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 154 (lire trecentomila) a euro 1.032 (lire due milioni)

Art. 17 ter
1. Quando è accertata una violazione prevista dall’art. 17-bis, commi 1 e 2, e dall’art. 221-bis il pubblico ufficiale che vi ha proceduto, fermo restando l’obbligo del rapporto previsto dall’art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, ne riferisce per iscritto, senza ritardo, all’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione, o qualora il fatto non concerna attività soggette ad autorizzazione, al questore.
2. Nei casi in cui è avvenuta la contestazione immediata della violazione, è sufficiente, ai fini del comma 1, la trasmissione del relativo verbale. Copia del verbale o del rapporto è consegnata o notificata all’interessato .
3. Entro cinque giorni dalla ricezione della comunicazione del pubblico ufficiale, l’autorità di cui al comma 1 ordina, con provvedimento motivato, la cessazione dell’attività condotta con difetto di autorizzazione ovvero, in caso di violazione delle prescrizioni, la sospensione dell’attività autorizzata per il tempo occorrente ad uniformarsi alle prescrizioni violate e comunque per un periodo non superiore a tre mesi. Fermo restando quanto previsto al comma 4 e salvo che la violazione riguardi prescrizioni a tutela della pubblica incolumità o dell’igiene, l’ordine di sospensione è disposto trascorsi trenta giorni dalla data di violazione. Non si dà comunque luogo all’esecuzione dell’ordine di sospensione qualora l’interessato dimostri di aver sanato le violazioni ovvero di aver avviato le relative procedure amministrative.
4. Quando ricorrono le circostanze previste dall’art. 100, la cessazione dell’attività non autorizzata è ordinata immediatamente dal questore.
5. Chiunque non osserva i provvedimenti previsti dai commi 3 e 4, legalmente dati dall’autorità, è punito ai sensi dell’art. 650 del codice penale.
Art. 17 quater
1. Per le violazioni previste dall’art. 17-bis e dall’art. 221-bis consistenti nell’inosservanza delle prescrizioni imposte dalla legge o impartite dall’autorità nell’esercizio di attività soggette ad autorizzazione, l’autorità amministrativa con l’ordinanza-ingiunzione può applicare la sanzione amministrativa accessoria della sospensione dell’attività per un periodo non superiore a tre mesi.
2. La sanzione accessoria è disposta dal giudice penale con la sentenza di condanna nell’ipotesi di connessione obiettiva della violazione amministrativa con un reato di cui all’art. 24 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
3. Nell’esecuzione della sanzione accessoria, si computa l’eventuale periodo di sospensione eseguita ai sensi dell’art. 17-ter.

Art. 17 quinquies
1. Il rapporto relativo alle violazioni previste dagli articoli 17-bis e 221-bis è presentato al prefetto.

Art. 17 sexies
1. Per le violazioni previste dagli articoli 17-bis e 221-bis è esclusa la confisca dei beni immobili e si applicano le disposizioni di cui all’art. 20, commi terzo, quarto e quinto, della legge 24 novembre 1981, n. 689.



Alla luce di questo non si può cercare tra le pieghe del regolamento per darne una interpretazione personale ricordiamoci che il nostro è un divertimento e non è giusto finire nei guai giudiziari per un divertimento.

Proprio in questi giorni ho vinto una causa nei confronti di un vicino che mio suocero in qualità di usufruttuario gli aveva prestato la chiave del nostro terreno per una cortesia il furbacchione si era fatto la copia e vi entrava di nascosto quando ce ne siamo accorti mio suocero mi ha fatto cambiare il lucchetto.
Il miserabile si e cercato dei testimoni che testimoniassero che lui aveva la chiave ed ha denunciato me e mio suocero, in primo grado hanno condannato me perché in una missiva avevo scritto che due cancelletti che non centrano nulla con il passaggio da lui recriminato e che lui aveva eretto erano abusivi, il giudice non ha sentito i testimoni non ha valutato le prove di tutti gli incartamenti ha preso la frase del cancelletto e mi ha condannato naturalmente ho fatto ricorso contro la sentenza, il ricorso viene esaminato da tre giudici il quale hanno sentenziato che quel ricorso non si doveva nemmeno fare che le prove erano lampanti e che il giudice di primo grado aveva preso quella frase della missiva che nulla centrava con il processo senza sentire i testimoni e senza vagliare le prove, ed ha annullato la sentenza e condannato quel personaggi a tutte le spese.
nonostante questo io che ho vinto la causa ci ho rimesso €2.000
Mi devo informare se non commetto reato uno di questi giorni posto le sentenze la prima una barzelletta nel modo più assoluto la seconda fatta da persone preparate
Dopo questa mia esperienza vi auguro di non avere mai a che fare con la giustizia nemmeno quando siete nella piena ragione.
Chi vuol capire capisca :whink:


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